Retecontadina è un movimento per la Comunità Alimentare Locale. Lavoriamo per promuovere e sostenere la produzione alimentare locale e la transizione verso un'agricoltura senza pesticidi di sintesi e OGM.


 


Retecontadina è un movimento per la Comunità Alimentare Locale.
Lavoriamo per promuovere e sostenere la produzione alimentare locale e la transizione verso un'agricoltura senza pesticidi di sintesi e OGM
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Lavoriamo per lo sviluppo delle Comunità fondate sulla alleanza tra tutti i soggetti della filiera (Contadini, Produttori, Tecnici, Fornitori, Cittadini, Famiglie, Gas, Mense e Ristoratori ) che agiscono e cooperano per difendere e sostenere la produzione alimentare locale, per una Alimentazione sana e per la Sovranità Alimentare.
Tutti gli scambi commerciali sono effettuati direttamente dai produttori in completa autonomia.

Retecontadina è una rete territoriale formata da PRODUTTORI ( piccole aziende contadine, sia certificate BIO o che praticano una agricoltura senza pesticidi di sintesi ) che vendono le loro produzioni direttamente; e GRUPPI ( Gruppi di supporto e Gruppi di Acquisto Solidale).

Possono aderire a Retecontadina i produttori contadini che non utilizzano pesticidi e ogm e distribuiscono direttamente la loro produzione; i Gruppi GAS e i gruppi di supporto;  le aziende locali che producono strumenti e beni per l'agricoltura contadina e per l'orto domestico ( sementi, piante, fertilizzante organico ecc)


Come aderire

IL MANIFESTO ( adottato dalla Assemblea 2020 )

Il pensare globalmente nasce dalla consapevolezza che l’agricoltura ha una responsabilità enorme sulla conservazione dell’ambiente in cui viviamo e sulla salute del nostro pianeta, oltre che, sulla qualità del cibo che mangiamo. I punti fondamentali da porre al centro della ricerca e del dibattito sono:

Fermare il riscaldamento globale
Uno tra i principali responsabili (e principale vittima) del cambiamento climatico è il sistema agro-alimentare. L’agricoltura globale contribuisce al cambiamento climatico con il 35% delle emissioni di gas serra (WWF).
L’agricoltura ha impatti fortissimi sulla salute di suolo e acqua.

Vengono rilevati pesticidi (agro-farmaci) nel 67% delle acque superficiali e nel 33,5% di quelle sotterranee (ISPRA).

In alcune Regioni, tra le quali il Veneto, la presenza dei pesticidi è molto più diffusa arrivando ad interessare oltre il 90% delle acque superficiali (ISPRA).

L’inquinamento delle acque è strettamente correlato all’inquinamento dei suoli che versano oggi in condizioni molto gravi a causa della fortissima perdita di sostanza organica per pratiche agronomiche scellerate, a cui si cerca di far fronte con concimazioni chimiche che rendono ancor più grave il problema.

 

Salvare la fertilità del suolo
La pratica di un’agricoltura che miri alla cura della fertilità organica del terreno per mezzo di pratiche agronomiche biologiche, conservative o rigeneratrici, fornisce l’alternativa per la produzione di un cibo buono, sano e che non impatti negativamente sull’ambiente.

Difendere il valore della piccola azienda agricola

Ancora oggi il 97% delle “aziende agricole” nel mondo sono di dimensioni inferiori ai 2 ha.

Secondo i dati FAO il 70% del cibo consumato nel mondo proviene da aziende agricole di piccole dimensioni (<2ha).

L’agricoltura contadina, che produce il 70% del cibo a livello mondiale, consuma però solo il 30% dell’acqua e solo il 20% dell’energia fossile impiegate globalmente in agricoltura.

Il confronto tra il modello di agricoltura contadina di piccola scala con legame diretto con gli utilizzatori nel mercato locale e l’agricoltura industriale di grande scala, fa percepire immediatamente l’importanza dell’agricoltura contadina nell’assicurare la produzione di cibo per le generazioni a venire e la sostenibilità di questo modello produttivo (in termini di uso di acqua e energie fossili) rispetto all’agricoltura industriale.

Il rapporto diretto e locale tra produttori ed utilizzatori del cibo vuole ridurre quella fetta di impatto ambientale imputabile alle fasi logistiche di accentramento e distribuzione del cibo su scala nazionale o internazionale.

Combattere lo spreco di cibo

Un terzo del cibo prodotto sul pianeta, viene sprecato senza neanche arrivare a tavola.

In Europa si sprecano circa 180 kg di cibo pro-capite all’anno, che in Italia rappresentano una perdita di circa 450 euro l’anno a famiglia.

Lo spreco alimentare è responsabile dell’8% delle emissioni di gas serra globali, per non parlare di tutti i pesticidi, l’energia fossile e l’acqua che vengono sprecati nel produrre qualcosa che viene poi gettato via.

La fase della filiera agroalimentare nella quale si concentrano la maggior parte degli sprechi è quella dell’ambito domestico, con il 79% dello spreco totale..


Pensare un nuovo modello di pianificazione

La pianificazione delle produzioni sulla base dei consumi ed il reciproco impegno tra produttori ed utilizzatori di cibo, va anche nella direzione di evitare gli sprechi di cibo, di energia e di acqua e quindi nella direzione di ridurre inutili impatti sull’ambiente.

 

Sviluppare la Comunità alimentare locale

Lavoriamo per lo sviluppo della Comunità Alimentare Locale, la comunità fondata sulla alleanza tra tutti i soggetti della filiera (Contadini, Produttori, Cittadini, Famiglie, Gas, Mense e Ristoratori ) che agiscono e cooperano per difendere e sostenere la produzione alimentare locale, per una Alimentazione sana e per la Sovranità Alimentare, privilegando la Vendita Diretta effettuata direttamente dai produttori in completa autonomia.

10 febbraio 2020 - Assemblea generale

Solidarietà con i contadini del mondo

La Rete, attraverso i Gruppi e i GAS, sostiene progetti di cooperazione e solidarietà.
Sosteniamo il progetto di solidarietà con le Cooperative Contadine del Chiapas che producono il Caffè Durito.
Il caffè è importato e tostato dalla Caffetteria Malatesta
Il progetto è gestito dal Gruppo Durito Piano-Terra

Abbiamo bisogno di un cibo pulito e sano. La realtà dell'alimentazione industriale ci dice che la misura è colma. I suoli avvelenati dalle sostanze chimiche tossiche, il modello industriale che sta soffocando la libera agricoltura su piccola scala e uccidendo la biodiversità, la standardizzazione dei cibi deprivati dei loro nutrienti, gli interessi enormi che guidano multinazionali e governi negando tutele ai cittadini-consumatori: tutto ciò rappresenta una realtà, oggi, che sta facendo del male a noi e al Pianeta. Ma si può invertire la rotta, scegliendo e difendendo il cibo biologico, locale e stagionale.

CIBO BIOLOGICO CERTIFICATO

Il biologico è un sistema di produzione agricola che cerca di offrire prodotti freschi, gustosi e genuini, rispettando il ciclo della natura. È controllato e garantito dalla coltivazione alla vendita.
L'assenza di prodotti chimici, la rotazione dei campi e l’uso di concime organico sono le basi per una coltivazione biologica. In un mondo in cui gli scandali ecologici sono fatti quotidiani, sempre più persone sono alla ricerca di prodotti naturali per una vita più sana e giusta. Cosa vuol dire essere certificati biologici, lo si può trovare nel regolamento europeo CE 834/07. Più precisamente:

- è vietato l’uso di sostanza chimiche e/o sintetiche per trattare le piante,
- è vietato l’uso di diserbanti,
- è vietato l’utilizzo di concimi non naturali.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN ALIMENTO BIOLOGICO ED UNO NON BIOLOGICO ?

La differenza principale che esiste tra un prodotto biologico ed uno coltivato in maniera intensiva, riguarda principalmente la qualità del prodotto stesso, in termini di sicurezza e di maggior presenza di elementi nutritivi all’interno dell’alimento. Attualmente la maggioranza delle persone, quando compra un prodotto, lo sceglie sulla base del colore e dell’aspetto e della dimensione. Tutta l’agricoltura è concentrata proprio su questo aspetto: l’esteriorità. Per questo motivo vengono usati prodotti chimici di ogni sorta al fine di rendere il nostro cibo più appetibile. Ma possedere un ‘aspetto più piacevole, non significa essere più sano, anzi, spesso e volentieri è proprio il contrario.

Mediamente si può affermare che un prodotto biologico è più ricco di nutrienti, vitamine e Sali minerali, è decisamente più buono e più genuino. Tutte queste caratteristiche vengono ampliate se si utilizzano cibi stagionali e di produzione locale.

NORMATIVE PER L'AGRICOLTURA BIOLOGICA

E’ scaricabile la normativa comunitaria in materia di agricoltura biologica, il   Reg_ue_889-2008  del 05/09/2008 che applica il  Reg_ue_834-2007pdf  entrati in vigore dal 1° gennaio 2009 (che abrogano il precedente Reg. Cee 2092/91 e successive modificazioni e integrazioni).

E’ scaricabile il Decreto Legge n. 20 del 23-02-2018 recante le nuove disposizioni in materia di vigilanza e nuove sanzioni pecuniarie DL 20_23-02-2018-Sistema-di-Controllo

Certificazione biologica del vino SCARICA IL DOCUMENTO

Per ulteriore documentazione relativa al settore biologico europeo e nazionale si consiglia la visione del sito www.sinab.it del Mipaf. ( Fonte Aveprobi)

Cibo locale e di stagione, ecco perché dovremmo preferirlo. Certo, per alcuni tipi di alimenti non abbiamo a disposizione un’alternativa locale, pensiamo, ad esempio al caffè, al cacao e alle banane.

CIBO LOCALE E STAGIONALE

Ma possiamo fare scelte diverse per gran parte della frutta e della verdura che di solito portiamo sulle nostre tavole.

Perché, ad esempio, scegliere delle pesche che arrivano da lontano quando possiamo avere a disposizione delle varietà di pesche coltivate in Italia nella giusta stagione? Lo stesso discorso vale per zucchine, pomodori, fragole, e numerosi altri frutti e ortaggi. Avere la buona abitudine di preferire il cibo di stagione aiuta anche ad avere più facilmente a disposizione ciò che viene coltivato a livello regionale o nazionale.

Ecco 10 motivi importanti per preferire il cibo locale e di stagione.

Il cibo locale è quasi sempre più fresco ― e più nutriente ― di quello globale. Esso necessita di pochi conservanti o di altri additivi e, con il metodo biologico, si possono eliminare i residui di pesticidi. Gli agricoltori possono coltivare piante che meglio si adattano al clima ed al suolo, preferendo la freschezza ed il gusto, ai prodotti da scaffale ed ai capricci del mercato globale. L'allevamento può essere integrato al raccolto, garantendo agli animali condizioni di vita adeguate e potendo contare su una fonte di fertilizzanti non chimici costantemente a disposizione sul proprio terreno.


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Retecontadina promuove la filiera corta attraverso lo scambio diretto tra Produttore e Cittadino consumatore

Comprare con la consegna a domicilio

Stiamo consegnando alle famiglie il cibo locale e stagionale, dal campo alla tavola. Invitiamo tutti i cittadini a formare Gruppi di Acquisto tra vicini, parenti, amici, colleghi. Le ordinazioni possono essere effettuate via telefono, email o Whatsapp. Le consegne sono effettuate direttamente a domicilio. Le modalità vanno concordate con il produttore. Per ordini di una certa quantità da parte di GAS, Gruppi di Acquisto Condiviso, Mense e Ristoranti, il servizio è sempre garantito. 

Comprare direttamente in Azienda

Produttori Certficati

 Tutti i produttori di Rete Contadina offrono un servizio di VENDITA DIRETTA IN AZIENDA.  Come primo passo è necessario telefonare per stabilire un contatto.  Oltre al telefono si possono utilizzare gli strumenti social ( email,  facebook, whatsapp ).  Alcune Aziende dispongono di un proprio PUNTO VENDITA COMMERCIALE aperto ad orari settimanali ( vedi schede). 
ATTENZIONE: MOLTE AZIENDE HANNO SOSPESO L'ACCESSO A CAUSA DELLA EMERGENZA VIRUS 

Comprare ai Mercati Contadini e nelle rivendite locali

 Comprare al mercato contadino significa difendere la PRODUZIONE locale di cibo e la Sovranità Alimentare.  Vanno sempre preferiti i produttori BIO perchè spesso produzione a chilometro zero (Km0) non significa automaticamente produzione di cibo sano. Per questo è sempre opportuno chiedere al venditore che tipo di prodotti utilizza per le sue produzioni. Molti produttori locali sono presenti con i loro banchetti ai Mercati Contadini.

Le rivendite locali offrono un servizio commerciale a supporto dei produttori. Di solito sono piccoli negozi di paese o di quartiere legati ai produttori

 

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