Langa 01 VAR5057 1 cor01 1366x911pxPiù volte sono stata a visitare le Langhe, un territorio magnifico dove l’orizzonte non è mai chiuso. Una successione di colline, rocche, castelli, borghi. Un paesaggio vitato unico, con le piante di nebbiolo, barbera, dolcetto disposte in modo perpendicolare rispetto alla pendenza della collina. Nel principio dell’autunno il fascino delle prime nebbie crea dei piani di luce tridimensionali, in queste giornate sembra che la natura ti inviti ad un’intima riflessione e per me ogni volta è come ritornare a casa.

Langa 02 VAR4474 1 rit01 815x1366pxTerritorio unico, anche per il notevole patrimonio enogastrono-mico che possiede. I luoghi più veri rappresentano la storia, le tradizioni, il vissuto degli uomini. Il territorio delle Langhe è la fierezza dell’Uomo Piemontese, la sua riservatezza, la conservazione delle tradizioni.

A Bra in provincia di Cuneo, tra Langhe e Roero, vive ed opera Carlo Petrini, Carlin per gli amici, fondatore nell’anno 1989 di Slow Food di cui è Presidente Internazionale. Dalle sue idee sono nati il Salone del Gusto di Torino, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed il grande progetto di Terra Madre, una rete permanente delle comunità locali del cibo, diffusa in 150 Paesi del Mondo, che si pone l’obiettivo di operare per un nuovo modello economico, agricolo, alimentare e culturale.

E’ un modo nuovo di intendere la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo, che trae profonde origini dal passato e dalla storia dei diversi popoli, ma che ha uno sguardo proiettato in avanti” (Carlo Petrini, Terra Madre. Come non farci mangiare dal cibo, Slow Food Editore, 2009)

Il 12 ottobre scorso a Sesto al Reghena (PN) la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia ha ospitato, presso l’Auditorium Burovich, Carlo Petrini per una relazione su una tematica di attualità: “le buone pratiche di un’agricoltura che difende ambiente e biodiversità”. Ecco in sintesi che cosa ci ha raccontato.

In questo momento storico, l’uomo della nuova era “Antropocene” è consapevole che a livello globale il suo modo di operare ha prodotto degli effetti negativi sul delicato ecosistema del pianeta nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e geologiche. Si parla infatti sempre più frequentemente di “sviluppo sostenibile” per azioni che dovrebbero caratterizzare un nuovo progetto agricolo, una nuova ecologia che tuteli la terra e gli esseri viventi.

Carlo Petrini ci fa riflettere sull’etimo della parola “sostenibile”. Sostenibile, è una azione che prolunga i suoi effetti nel tempo. Nella nostra attuale società dei consumi non si considerano affatto i principi del risparmio, del riuso e del riciclo, e la maggior parte dei beni ha una durata limitata. Ugualmente anche lo spreco di cibo è contrario all’etica, perché non ne rispetta la sacralità. Il cibo industriale globale è diventato “commodity”, cioè un bene omologato che deve costare poco, essere disponibile in qualsiasi stagione dell’anno ed in grandi quantità, con gravi problematiche e costi per smaltirne le eccedenze. Si calcola che il 35% del cibo prodotto non viene consumato e questo è un enorme spreco.

Langa 03 VAR0868 911x1366pxLe pratiche per una “buona agricoltura” devono necessariamente tendere a ridurre le eccedenze, produrre con un senso del limite. Si devono inoltre ricreare le condizioni di salubrità dell’Habitat con il rispetto degli equilibri naturali, che si realizzano anche con la tutela dei boschi e delle siepi, che favoriscono la presenza degli insetti. Va considerata la biodiversità come un patrimonio culturale e identitario da preservare e tutelare. Ricerca e scienza devono collaborare facendo tesoro dei saperi antichi, frutto di un’esperienza secolare.

I contadini devono ricevere un giusto profitto dal loro lavoro ed i consumatori devono poter acquistare prodotti qualitativamente elevati ad un giusto prezzo. Attualmente la grande distribuzione determina il prezzo dei cibi che immette sul mercato, che spesso sono ingiusti per gli agricoltori che li producono.

Ricostruire la filiera dell’agro-alimentare, produrre cibo sano, di qualità, senza contaminare l’ambiente con azioni che concorrono al riscaldamento globale, all’impoverimento dei suoli, alla desertificazione delle terre fertili, all’inquinamento ambientale, alla perdita di un immenso patrimonio di varietà animale e vegetale sono un progetto ed una sfida di grande portata che dovrà necessariamente essere attuata per riportare in equilibrio il rapporto vitale tra la Terra e gli uomini. Uomini, piante, animali e terra sono interconnessi, il benessere degli uni è correlato a quello degli altri.

Un intervento accalorato, pronunciato con la consueta verve, una lectio magistralis su tematiche che nessuno di noi può ignorare. Produttori , cittadini-consumatori, i giovani che rappresentano il nostro futuro e la nostra speranza, tutti noi siamo chiamati, senza indugio, a compiere delle azioni concrete per arginare la deriva e salvare il Pianeta Terra favorendo lo sviluppo e l’incentivazione della produzione e del commercio locale, riscoprendo il valore della biodiversità, consapevoli dei limiti di una agricoltura convenzionale e delle problematiche connesse con la grande distribuzione industriale del cibo. Ugualmente la chiusura delle piccole attività, delle botteghe che rendono “vive” le piccole borgate ed i quartieri della città sono un impoverimento per la qualità della vita delle persone.

Ecco perché anche fare la spesa si può trasformare in un atto di consapevolezza che assume una valenza economica, sociale e politica.

Carlin Petrini ha concluso la sua relazione con una frase di Sant’Agostino: ”Le parole muovono all’azione, ma sono gli esempi a trascinare”.

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Antonella Pianca ©2017-2018 - “Omaggio alla Langa del Barolo” – Foto 1: Paesaggio di Langa verso La Morra – Foto 2: Uno storico produttore di Barolo, il comm. Accomasso, e il suo Vino – Foto 3: L’impianto di un nuovo vigneto a La Morra – Foto 4: Paesaggio di Langa

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