Diario

La Comunità Locale delle Api

L’apicoltura è una attività primordiale, un legame antico di interconnessione tra l’uomo e l’ape. In una pittura rupestre di epoca neolitica a Valencia in Spagna è raffigurato un uomo stilizzato che sta raccogliendo il miele da un favo.

Moz 01 ANT3619 1 rit03 1366x910pxL’azienda Bioapicoltura Moz di Luca Posocco nasce nel 2014. Luca fa tesoro della vasta conoscenza di Ernesto Moz, dopo aver collaborato con lui per alcuni anni nel lavoro di cura e custodia delle api. Negli anni ’80 Ernesto possiede i suoi primi alveari, nel 1995 apre la sua apicoltura che dall’anno 2003 ottiene la certificazione biologica. Un’attestazione importante e significativa, in quanto è anche la dimostrazione della sua attenzione per le tematiche ambientali e per il mondo dell’agricoltura che deve saper operare nel pieno rispetto degli equilibri del delicato ecosistema naturale.

Come sostiene Ernesto, la professione di apicoltore necessita di passione, curiosità ed impegno per seguire, passo dopo passo, la vita dell’alveare. Bisogna imparare a lavorare nell’apiario rispettando innanzitutto il tempo ed il lavoro di questa comunità di insetti; fattore non meno importante è la conoscenza del contesto ambientale nel quale si viene ad operare.

Afferma che non sei tu a voler diventare un apicoltore, ma paradossalmente sono le api che ti trovano e guidano la tua scelta. Questa è stata appunto anche la storia di Luca quando ha iniziato a fare l’apicoltore.

Ernesto ha imparato tutto questo dalle conoscenze del nonno che possedeva, come molte famiglie, un tempo, un alveare per il consumo domestico del miele.

Attualmente Ernesto e Luca gestiscono in collaborazione circa 170 alveari dislocati in parte a Revine Lago (TV), inMoz 02 VAR6360 1 rit01 1366x911px postazione fissa,per la produzione di miele millefiori primaverile, acacia , castagno e di polline. Nel periodo della fioritura delle acacie alcune arnie vengono spostate nella zona collinare del Montello (TV) ricca di prati e boschi; in seguito queste arnie vengono collocate in diverse zone montane del Bellunese per la raccolta del miele di millefiori e di tiglio.

Il loro Miele di Tiglio è stato premiato con la medaglia d’oro al prestigioso Concorso Internazionale BIOLMIEL 2019, organizzato dal Consorzio Italiano per il Biologico.

Il laboratorio di smielatura con relativo punto vendita si trova a Revine Lago. Oltre alle varietà di miele di acacia, castagno, tiglio e millefiori, si possono trovare polline di fiori, propoli grezza e cera d’api. Il polline è un prodotto naturale ricco di vitamine, sali minerali tra cui selenio, amminoacidi, enzimi e sostanze antiossidanti. Ogni tipo di miele possiede le proprie particolarità alimentari e terapeutiche.

Il miele prodotto proviene da apicoltura biologica. La certificazione, rilasciata nel 2014 dall’Istituto per la Certificazione Etica AmbientaleICEA, garantisce ed attesta che i trattamenti alle api per la difesa dall’acaro “Varroa” sono effettuati solamente con acidi organici (ossalico e formico) e oli essenziali. Attesta anche che eventuali nutrizioni di emergenza alle api sono state eseguite con alimenti (zuccheri) provenienti da agricoltura biologica. Inoltre Gli apiari approvati dall’Ente Certificatore devono essere situati in zone idonee; ad esempio le arnie devono essere lontane dalle grandi arterie stradali, dalle zone industriali, dalle coltivazioni intensive non biologiche. Il miele che ne deriva è un prodotto artigianale e naturale che non subisce trattamenti se non il filtraggio.

La vita della api è una poesia che affascina da sempre scienziati e naturalisti. Nel corso dei tempi le api hanno sempre goduto di una grande considerazione anche per il loro sistema sociale sofisticato, per la loro operosità e lo spirito di appartenenza ad una comunità che lavora per il medesimo scopo.

Moz 03 ANT4120 1 1366x912pxDalle visite al laboratorio e all’apiario di Luca ed Ernesto ho potuto raccogliere molteplici informazioni sulla vita dell’Apis Mellifera. Tradurre tutto in una breve presentazione potrebbe risultare superficiale o riduttivo; questa breve descrizione della vita all’interno di un “nido” di api spero possa far comprendere che si tratta di un mondo unico per efficienza e complessità.

Nella raffinata struttura di ogni alveare, è la sola ape regina che ha il compito di deporre del uova.

Le api operaie partecipano alla gestione comunitaria del lavoro svolgendo, a seconda della loro età, varie mansioni. I molteplici compiti di un’ape operaia iniziano con la pulizia delle celle, successivamente produrrà cibo per nutrire le larve; terminato questo compito, per alcuni giorni, provvederà ad immagazzinare nettare e polline, poi sarà impegnata nella costruzione del favo con la cera. Il lavoro all’interno dell’arnia si concluderà con la vigilanza all’entrata della casa per allontanare gli intrusi. La piccola ape operaia finirà il suo ciclo vitale (della durata media di 35 giorni) come bottinatrice andando alla ricerca di piante da impollinare, imparando a orientarsi nell’ambiente esterno per raggiungere i fiori, raccogliere nettare e polline, informazioni che prontamente verranno comunicate alle altre api sfruttando un sistema di comunicazione complesso, regolato da stimoli ormonali come i feromoni dal contatto fra antenne, battiti d’ali, danze e ronzii.

Il miele è sempre stato ritenuto un elemento prezioso, una ricca fonte di sostanze benefiche per la nostra salute; anche la saggezza popolare riconosce, ad esempio, a questo meraviglioso dono delle api alcune proprietà coadiuvanti per combattere le malattie da raffreddamento. La sua componente zuccherina è costituita da fruttosio (mediamente 70%) e glucosio (mediamente 30%), in percentuali variabili che dipendono sia dal tipo di pianta scelta dall’ape che dalle condizioni ambientali.

Anche la Medicina Tradizionale Tibetana, gli attribuisce un’azione tonificante in grado anche di aumentare il calore digestivo. Nella sua farmacopea è considerato uno dei “cavalli della medicina” poiché potenzia le caratteristiche del medicamento con il quale viene assunto e ne facilita l’assimilazione.

Gli esperti in analisi sensoriale del miele sanno riconoscere i diversi sapori e profumi che ben rappresentano il valore della biodiversità e le qualità organolettiche. Ogni barattolo di miele racconta una storia che parla di fioriture, di colori, di ritmi stagionali e di essenze diverse.

Moz 04 VAR6392 1 rit01b 1366x911pxIl miele è utilizzato anche per alcune ricette di cucina, ad esempio quello di acacia chiaro e trasparente dal sapore delicato è indicato, oltre che per addolcire bevande ed infusi, anche per la preparazione di dolci e biscotti; con i formaggi si accompagna bene il miele di castagno; per dare un sapore agrodolce a piatti salati e alla carne gli chef consigliano quello di timo o di eucalipto.

Anche il miele purtroppo rientra nella lista dei prodotti adulterati. Il dialogo e la conoscenza diretta fra produttore, in questo caso fra l’apicoltore, ed il consumatore è una garanzia di qualità e salubrità. Il marketing relazione, poter stringere la mano di chi ci nutre, rappresenta un valore aggiunto al quale si associa la fondamentale importanza dell’appartenere ad una comunità locale del cibo. Una rete di produttori e cittadini co-produttori che hanno imparato a conoscersi e collaborano per la creazione di una Comunità Alimentare Locale organizzata e coesa per la difesa di valori come qualità, salute, etica.

Un grave problema che sta preoccupando gli apicoltori è rappresentato dalla la moria delle api, un fenomeno globale che affligge molte colonie ogni anno. Diversi studi scientifici hanno evidenziato che la perdita delle api domestiche e la riduzione, in parallelo, delle api selvatiche non è dovuta ad un unico fattore ma a molte cause che interagiscono tra loro. Le pratiche agronomiche ad alto impatto ambientale con l’utilizzo di pesticidi sintetici, tossici sia per le api che per gli altri insetti; la perdita della biodiversità; le estese monoculture che riducono la varietà di cibo per le api; virus, attacchi di agenti patogeni e di specie invasive, anche provenienti da altri habitat, rappresentano una grave minaccia per la vita di intere comunità delle arnie.

Un’altra causa che sta condizionando in modo pesante il mondo dell’apicoltura, è stata individuata nel cambiamento climatico. Da diversi anni, infatti, stiamo assistendo ad uno stravolgimento stagionale con primavere anticipate, gelate fuori periodo, piogge intense anche per periodi prolungati nel momento della fioritura, aumento delle temperature. Questo significa che le api non riescono a raccogliere sufficienti quantità di nettare e polline dai fiori quando finisce il loro periodo di riposo invernale e l’alveare riprende a pieno ritmo la sua attività.

Il biologo Mark. L. Winston, nel saggio “Il tempo delle api - Lezioni di vita dall’alveare”, sostiene che le api  potrebbero essere il canarino del minatore dell’agricoltura, perché sono in grado di segnalarci che i nostri sistemi alimentari sono precari e vicini al collasso a causa della hybris umana, che ci ha spinti a credere di poter gestire ogni aspetto del mondo in cui viviamo.

Una grande varietà di frutta ed ortaggi di cui ci nutriamo proviene dal loro prezioso lavoro di impollinazione; dalle api dipende circa il 70% della produzione agricola mondiale.

Piergiacomo Pagano, biologo ricercatore dell’Enea, nel suo libro “Filosofia Ambientale”, ci offre una lucida e dettagliata analisi storica del rapporto conflittuale che l’uomo, nel corso dei secoli, ha avuto nei confronti della natura; molteplici idee, analisi ed opinioni diverse che hanno condizionato e condizionano il nostro modo di rapportarci con l’ambiente incidendo profondamente sul futuro del nostro pianeta. Appare Moz 05 ANT4109 1 rit01 912x1366pxevidente che le posizioni estreme di un “antropocentrismo dispotico” che ritiene che l’uomo possa disporre della natura, quando e come vuole, senza porsi neppure il problema se quel che fa ha conseguenze positive o negative, sono oggigiorno irrealistiche.

Un nuovo progetto agricolo non dovrà esplicare azioni blande o parziali ma proporrà delle valide ed inderogabili soluzioni per una agricoltura globale sostenibile, consapevole e sana. Si dovranno cioè combattere l’inquinamento ambientale, il degrado, la perdita della biodiversità, la degradazione biologica, chimica e fisica dei suoli agricoli.

Concetti olistici come equanimità, etica, interconnessione dovranno diventare il nuovo paradigma nei confronti della Natura perché il benessere di ognuno è legato a quello dell’altro. … Apicoltori e cittadini comuni  sono connessi con le api anche a un livello profondo e imperscrutabile, in cui la natura smuove le nostre emozioni. Quando scompaiono le api, lo stesso accade per la nostra opportunità di ammirare un organismo che, come noi, è sopravvissuto prosperando grazie alla collaborazione e alle relazioni con gli altri. La loro scomparsa e la sinergia che ne è responsabile non lasciano presagire nulla di buono per il futuro di noi esseri umani.

E’ per questo che dobbiamo prendere coscienza del problema, anche sostenendo la raccolta firme Salviamo Api e Agricoltori, una Iniziativa dei Cittadini Europei verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano; la volontà di invertire la rotta assumendoci la responsabilità di adottare urgentemente dei cambiamenti che non possiamo più ignorare se vogliamo custodire e salvare la Terra restituendole, anche per il bene delle generazioni future, il suo ruolo primario.

Salvare le api vuol dire salvare il nostro cibo, questo dovrebbe diventare per i cittadini del mondo il nuovo paradigma.

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Antonella Pianca ©2019-2020.

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