Nell'ambito delle iniziative correlate all'Antica Fiera di San Matteo 2021 è prevista per sabato 30 ottobre alle ore 17, presso l'Auditorium dell' Istituto Canossiano di Feltre, l'Assemblea Pubblica di presentazione della Carta dei Principi per la formalizzazione e costituzione del Comitato Promotore del Biodistretto provinciale "Terre Bellunesi".

La vice presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, co-firmataria della legge sul biologico e sui biodistretti On. Susanna Cenni, illustrerà l'evoluzione della normativa di settore, a seguire testimonianze ed interventi territoriali di motivazione alla sottoscrizione della Carta dei Principi.


LA CARTA DEI PRINCIPI

Questo documento è aperto all’adesione di tutti gli attori territoriali della Provincia di Belluno che intendono essere protagonisti attivi nel Comitato “Costituente” per l’individuazione/riconoscimento e la successiva gestione del Biodistretto “Terre Bellunesi”.
Il Biodistretto “Terre Bellunesi” è da intendersi come area geografica, non amministrativa ma funzionale, naturalmente vocata alla transizione ecologica dei servizi e dei processi produttivi provinciali per realizzare la quale le “comunità” locali” aderenti al biodistretto, attraverso un processo partecipativo sottoscrivono un patto di cooperazione e mutualità tra settori apparentemente diversi (agricoltura/turismo/salute/politiche energetiche e della mobilità, inclusione sociale) ma in realtà interdipendenti, affini e convergenti.
Un innovativo Progetto Locale per anticipare obiettivi e praticare, a livello territoriale, azioni concrete coerenti con: gli orientamenti dell’Agenda 2030, le strategie U.E. (Nuovo Regolamento dell’agricoltura biologica in vigore dal 01/01/2022, le Strategie Farm To Fork e Biodiversità), la Programmazione nazionale (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo del biologico e il DDL quadro in materia N° 988 in discussione definitiva del Parlamento in questi mesi). La Stessa Commissione europea, pur all’interno di contraddittorie politiche di settore, sempre nell'ottica di intensificare gli interventi a favore di clima e ambiente e sviluppare l'agricoltura biologica, ribadisce la necessità di promuovere la diffusione dei Biodistretti e, nelle raccomandazioni per il Piano strategico della PAC dell'Italia, indica di prevedere incentivi adeguati per schemi e iniziative di riconversione e mantenimento come il riconoscimento dei Bio-distretti per l'agricoltura biologica”. Laprossima Programmazione Europea guarda quindi a strategie territoriali sostenibili di sviluppo locale integrato, che siano basate su un parternariato ampio ed articolato, pubblico e privato, attraverso innovative forme di autogovernance multilivello. Il tempo di agire per riprenderci in mano il nostro futuro è: adesso.

Riteniamo pertanto l’innovativo strumento organizzativo e pianificatorio del Biodistretto lo spazio/luogo ideale dove condividere e sperimentare nuovi modelli di cooperazione sociale ed economica e di gestione territoriale, sostenibili, durevoli e desiderabili, fondati sulla conservazione e riproducibilità degli ecosistemi, sulla ricchezza delle diversità culturali, colturali, naturali della nostra provincia . Un progetto di comunità, aperto, inclusivo fondato su intese e coesione sociale tra produttori, istituzioni locali, enti e fondazioni, operatori turistici, scuole, centri di ricerca, associazioni, comitati, singoli cittadini che si impegnano a:


- promuovere, tutelare e diffondere principalmente l’agroecologia e il metodo di produzione biologica in campo agricolo, zootecnico, agro-alimentare, forestale, della trasformazione dei prodotti, della cura e tutela del verde urbano e periurbano nonché del paesaggio e delle aree protette, come modello sostenibile di gestione delle risorse;


- valorizzare la gestione sostenibile delle foreste, la certificazione forestale, lo sviluppo dei servizi ecosistemici;


- organizzare attività di ricerca, formazione, informazione, divulgazione ed attivare strumenti tecnici in condivisione verso la conversione ecologica e la resilienza alla crisi climatica;


- favorire collaborazioni e sinergie dirette a consolidare la coesione sociale e la valorizzazione delle diversità, il consumo consapevole e la sana alimentazione, utilizzando anche le competenze e le pratiche di inclusione sociale proprie delle aziende biosociali;


- individuare strategie efficaci per rivitalizzare e ripristinare le aree demaniali, le terre incolte comunali mettendole a disposizione di giovani produttori biologici cooperative di settore o finalizzandole a utilizzi sociali dedicati (orti comuni, orti didattici, parchi urbani e frazionali ) nel rispetto dei principi dell’agricoltura rigenerativa.


- condividere sull’area vasta regolamenti e prescrizioni comunali per la riduzione consistente dell’uso dei fitofarmaci e della concimazione chimica; arrestare i progressivi fenomeni in provincia di accaparramento e consumo delle terre fertili e dell’acqua; sollecitare le amministrazioni comunali a privilegiare gli acquisti Verdi promuovendo lo sviluppo dei prodotti biologici e “locali” nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle strutture sanitarie e a utilizzare strategie operative affini al biologico nella gestione del verde urbano;

- attivare forme di cooperazione e reciprocità tra comuni, organizzazioni dedicate al turismo, al commercio e alle produzioni agroalimentari nel sostegno all’ospitalità diffusa, nel consolidamento della mobilità sostenibile, nella valorizzazione delle produzioni biologiche e/o di certificazione territoriale del distretto, promuovendo anche canali distributivi dedicati ed alternativi (mercati contadini, fiere, punti vendita in aziende ed agriturismi, ristoranti a filiera corta, catering bio, circuiti enogastronomici e turistici “bio” oriented, gruppi di acquisto solidali);

- elaborare innovative proposte proattive, con correlate convergenze ed alleanze sociali, per riorientare i finanziamenti pubblici delle diverse misure e programmazioni territoriali, regionali, nazionali verso obiettivi di reale sostenibilità, coerenti con l’Agenda 2030 e con le indicazioni del Gruppo Intergovernativo (ICPP) sulla mitigazione della crisi climatica.

- promuovere forum e assemblee di cittadinanza per approfondire e dibattere il tema della centralità della montagna nella fornitura di ecoservizi vitali, nella prevenzione del rischio idro-geologico, nella conservazione della diversità naturale e della sobrietà rurale da parte di comunità che sono in grado di riscrivere nuovi statuti dei propri luoghi e diverse forme di democrazia decisionale, per uno sviluppo locale integrato, autosostenibile, agroecologico, inclusivo e bioregionale.