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Pensare globalmente

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Costadila 01 VAR7603 1 rit01 910x1366pxLa Cantina Costadilà, che ora ha sede a San Lorenzo di Vittorio Veneto, prende il nome dall’omonima frazione del Comune di Tarzo, dove nei territori collinari di elezione per la produzione del Prosecco DOCG, Ernesto Cattel nell’anno 2005 decise di intraprendere la sua attività di poliedrico ed eclettico contadino-vignaiolo o, come amava definirsi, di articoltore.

Il lavoro di Ernesto Cattel è orientato, fin dall’inizio, verso una vinificazione di tradizione. Le uve bianche autoctone, principalmente Glera, Verdiso e Bianchetta Trevigiana, provenienti da vigneti di alta collina, sono sottoposte a macerazione sulle bucce per ottenere vini più persistenti, saporiti e ricchi di aromi in grado di valorizzare il terroir, legando più marcatamente un vino al suo territorio.

Il territorio ha sempre avuto un ruolo importante nella filosofia di Costadilà, costantemente alla ricerca di vecchie vigne da rimettere in produzione, in località dove le lavorazioni devono spesso essere fatte a mano a causa della asperità dei luoghi – Combai, Osigo, Tenade, Con Alti -

Il vino rifermenta unicamente in bottiglia, dove resta a contatto con i propri lieviti, senza aggiunta di solforosa; ne deriva un prodotto assolutamente artigianale, tutt’altro che banale, espressivo, sano, digeribile, definito da Ernesto “Senza Alchimie e Senza Inganni”, per rimarcarne la schiettezza.

Costadila 02 VAR5991 1 corr 1366x912Tutto il lavoro è il risultato di una agricoltura praticata in terreni vivi, rispettosa dell’ambiente e della biodiversità, allo scopo di ottenere un frutto integro, con ottime caratteristiche organolettiche. In cantina il processo di trasformazione del mosto in vino viene svolto senza artificiosi interventi e con il solo aiuto dei lieviti indigeni.

I nomi dei vini classificati come “Vini Bianchi Frizzanti da Tavola” coincidono con le altitudini dei vigenti di origine dai quali provengono le uve: 280slm, 330slm e 450slm.

La diversità della composizione dei terreni e l’esposizione di ogni appezzamento influiscono sulle caratteristiche finali del vino; si parla infatti di “vocazione” cioè di un luogo adatto ad un particolare vitigno.

Accattivante la loro intensità cromatica, un giallo dorato con diverse tonalità. Il corredo olfattivo, articolato e complesso, può rivelare note di crosta di pane, profumi floreali e di frutta a polpa gialla, frutta tropicale dai toni marcatamente più freschi, ricordi di erbe aromatiche con lievi accenni alle spezie come lo zafferano ed il curry. Il profilo gusto olfattivo presenta un sorso succoso, caratterizzato da freschezza e sapidità ed una buona persistenza. Il viaggio di trasformazione dalla vigna al bicchiere non è mai uguale né prevedibile, molto dipenderà anche dall’andamento stagionale e dall’evoluzione in bottiglia.

Costadila 05 ANT1723 1 rit01 1366x912pxjpgA questi vini si aggiungono, per completare la produzione aziendale, un Vino Rosso “irrequieto e sgraziato, ma da beva sincera” particolarmente adatto alla merenda contadina e il Mòz da uve Glera e Moscato Fior d’Arancio.

Le bottiglie sono in vetro trasparente perché nulla si possa nascondere.

L’etichetta riporta l’immagine di una forma labirintica, circolare, che ha le sembianze di un cervello, ma potrebbe anche essere l’interpretazione di un antico disegno rupestre o ricordare il rosone di una cattedrale, o anche un ipnotico mandala. Ecco perché lo definisco un simbolo alchemico, la rappresentazione dell’inizio di un cammino correlato all’evoluzione dell’animo umano ma … l’importante è che, al termine del cammino, si torni ‘a riveder le stelle’ …” (Il libro dei Labirinti - Paolo Santarcangeli - Sperling & Kupfer Editori Milano, 2000).

Ernesto, prematuramente scomparso nel mese di agosto 2018, è stato un dei primi rivoluzionari a credere nella potenzialità delle uve autoctone Costadila 06 ANT2742 1 912x1366pxa bacca bianca presenti nei vigneti delle nostre Colline Trevigiane riproponendo i vini Colfondo o Sur Lie (sulle fecce dei lieviti con cui il vino resta a contatto a fermentazione terminata), un metodo di produzione che appartiene alla storia della nostra tradizione rurale. Per la sua peculiarità e qualità il “vino colfondo” è tornato molto in voga, rivendicando la qualità di essere se stesso. La sua ricchezza olfattiva e gustativa lo rende particolarmente versatile nell’abbinamento con il cibo.

Il progetto continua oggi con Martina, Alex e le altre persone coinvolte nella prosecuzione di questo ambizioso percorso, con la certezza che assecondare la Natura, rispettare i suoi ritmi - anche nei processi produttivi - è un modo per resistere alla globalizzazione ed alla spettacolarizzazione.

Martina Celi ed Alex Della Vecchia saranno presenti all’importante rassegna di vini naturali, biologici e biodinamici del circuito “RAW WINE” che si terrà a New York nel mese di ottobre 2019. In questa importante rassegna dove sono presenti Vignaioli provenienti da zone vinicole dell’intero pianeta l’attenzione è rivolta unicamente a prodotti artigianali, naturali, che derivano da uve biologiche coltivate senza l’uso di prodotti chimici artificiali, con vinificazioni che prevedono misurati interventi in cantina, realizzati utilizzando processi di vinificazione tradizionali; una rassegna nella quale è posta bene in evidenza lo stretta correlazione tra il viticoltore, cioè “colui che coltiva la vite”, il suo territorio e il suo vino.

Chi cammina la terra sa che l’importante non è arrivare, ma procedere, passo dopo passo. (La Sovversione Necessaria – Battaglie Civili e Impegno Politico in Luigi Veronelli – Altreconomia Edizioni, 2015 )

Antonella Pianca

 

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Fotografie di Antonella Pianca ©