Ambiente, salute, qualità della vita, il destino stesso dell’umanità, sono i grandi temi con i quali ci dobbiamo confrontare. L’attività dell’uomo, che non si riconosce più come parte integrante della natura, ha prodotto molti effetti negativi ed il pianeta in cui viviamo non ci appare più un posto sicuro nel quale abitare. Inquinamento atmosferico, consumo e impoverimento del suolo, cementificazione, perdita della biodiversità, deforestazione, desertificazione, acidificazione degli oceani, cambiamento climatico sono drammi - “emergenze” o “disastri naturali” come vengono spesso chiamati - che caratterizzano l’era geologica nella quale viviamo, l’Antropocene, e con i quali ci troviamo a dover convivere.

Il climatologo Luca Mercalli, nell’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano in data 17 gennaio 2021, analizza la differenza climatica tra il Nord ed il Sud d’Italia, ben 35°C di differenza tra le regioni settentrionali sotto la morsa di neve e gelo ed i 24.8°C a Palermo ed i 27°C registrati nel Messinese. Nel mondo record di caldo per il mese di gennaio in Tunisia con 33.8°C, Turchia con 31,6°C etc. e tepori anomali in Canada e Tibet, mentre a 1.000 metri, tra Madrid e Saragozza, le temperature sono piombate a –26,5°C

L’aumento delle temperature comporta l’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi ed anomali quali siccità, alluvioni, uragani. L’eccezionale nevicata caduta a Seren del Grappa (BL) il 28 dicembre 2020 ha provocato dei danni alla struttura del Vivaio Biologico “Il Ruscello” di Tiziano Fantinel; la serra di 30 m. di lunghezza per 5 m. di larghezza e stata completamente distrutta. Come ha raccontato Tiziano

“… La neve cadeva troppo in fretta, aveva una consistenza che si attaccava come colla ai teli rendendo più lento e difficoltoso il lavoro. Non era come le altre nevicate in cui anche se con fatica riuscivo a tenere sgombre le coperture delle serre ….”

Sfortunatamente la sorte ed i disagi che colpiscono le aziende agricole e la vita dei cittadini non dipendono solamente dal maltempo. È evidente, ad esempio, che il consumo di suolo, che comporta la progressiva trasformazione di superfici naturali ed agricole, non modifica solo l’aspetto del nostro paesaggio

Il suolo è la nostra assicurazione sul futuro, per produrre cibo, per filtrare l’acqua, proteggerci dalle alluvioni, immagazzinare CO2. La sua perdita irreversibile è un grave danno per noi e per figli e nipoti.[1]

In questi ultimi giorni abbiamo appreso da Carolina Gatti che una parte della sua vigna è stata oggetto di espianto per far posto ad un metanodotto Le foto che ha pubblicato ci fanno comprendere il suo stato d’animo. L’azienda agricola di Carolina è una piccola realtà locale di 3,8 ha, il risultato del suo percorso familiare e professionale, una scelta etica per una agricoltura svolta nel rispetto di territorio ed ambiente.

Nell’esprimere solidarietà a queste due aziende aderenti al movimento di Retecontadina, che per motivi diversi si trovano in difficoltà, è d’obbligo una considerazione perché le incertezze e le trasformazioni a cui stiamo assistendo ci inducono a riflettere sui possibili scenari futuri. La crisi climatica, la crisi economica, la crisi sanitaria dovuta alla pandemia per COVID-19, sono facce di una stessa medaglia; ogni squilibrio provocato alla natura con la quale siamo connessi si riflette sulla nostra vita, sul nostro benessere.

Dobbiamo ripensare al futuro per non sprecare le risorse naturali. Come comuni cittadini possiamo dare il nostro contributo mediante scelte consapevoli e responsabili. Agire nel nome di un nuovo processo democratico vuol dire anche manifestare le proprie opinioni sostenendo l’attività di movimenti ambientalisti ed ecologisti che con il loro impegno propongono azioni e misure da adottare per combattere inquinamento, degrado, perdita di biodiversità, consumo di suolo, uso di pesticidi in agricoltura etc.

La speranza non è morta e “la felicità è un’idea nuova”. Spetta agli ecosocialisti mettere insieme il rosso e il verde per cambiare il mondo. La certezza è una sola “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”. È troppo tardi per essere pessimisti, adesso è il momento di combattere.[2]

 

Antonella Pianca

Per approfondire:

  • Luca Mercalli, Non c’è più tempo – Come reagire agli allarmi ambientali, Giulio Einaudi Editore, Torino (TO), 2018
  • Daniel Tanuro, E’ troppo tardi per essere pessimisti - Come fermare la catastrofe ecologica imminente, Edizioni Alegre, Roma (RM), 2020

 

Note:

[1] Luca Mercalli, Non c’è più tempo – Come reagire agli allarmi ambientali

[2] Daniel Tanuro, E’ troppo tardi per essere pessimisti - Come fermare la catastrofe ecologica imminente