“… il dopo non potrà più essere come il prima, così ingiusto e diseguale …”

Alessandro Robecchi ha fornito in un articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” una analisi dei nostri giorni vissuti con l’incubo del nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) e parimenti un’analisi dei nostri tempi.

Indubbiamente tempi difficili, che impongono delle riflessioni ma anche la necessità di nuove strategie, di scelte vitali per il pianeta perché la politica non potrà più continuare ad ignorare i danni ambientali. Fino ad oggi lo spettro di una recessione economica, la maggiore spinta verso una produzione di beni, la volontà di supremazia su una natura forzata a produrre, il desiderio - ad esempio - di privatizzare un bene comune come la sanità, sono stati i motori del capitalismo, di una politica liberista che ha unicamente perseguito i suoi scopi “senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano.”[1]. A livello globale l’agricoltura industriale intensiva e i grandi allevamenti che costringono gli animali ad una vita innaturale hanno determinato un’azione impattante sull’intero Pianeta, ”… il capitalismo in duecento anni è riuscito a distruggere ciò che la Natura ha impiegato millenni a produrre”[2].

Dovremo assumere una visione  globale che rispetti  ogni forma vivente perché è venuto il momento di capire che il nostro mondo materialista ha partorito il nostro presente. Un nuovo dialogo con la natura dovrà ripartire almeno da un ruolo paritario; l’uomo dovrà ritornare a fare proprio il valore dell’umiltà per costruire una nuova relazione con gli elementi naturali, un rapporto olistico fondato anche sulla nozione della biodiversità. Siamo sempre meno umani e più dipendenti dalla tecnologia, schiavi di un progresso tecnologico che non conosce limiti.

L’ambiente è la prima ricchezza di un territorio, questo dovrà diventare il nuovo paradigma per la classe politica se vorrà tutelare in futuro la salute dei cittadini e nel contempo preservare il patrimonio agricolo favorendo l’avvio di una nuova agricoltura che permetta di coltivare la terra rispettando le leggi fisiche, chimiche e biologiche dei suoli. L’avvio di nuova ecologia ambientale per il benessere collettivo, animali compresi, evitando ogni forma di coercizione e sofferenza.

La ripresa economica non dovrà necessariamente richiedere il rilancio della cementificazione, il depauperamento dei suoli, le speculazioni edilizia e produttiva solamente perché lo richiede il mercato. Non abbiamo necessità di nuovi centri commerciali, non abbiamo necessità di implementare le monocolture ma abbiamo il diritto di vivere in un territorio sano e vitale con l’avvio di una nuova era che riqualifichi gli spazi urbani delle città, con aree verdi, orti cittadini ed una vita pulsante nelle campagne perché la natura si possa manifestare in tutto il suo fulgore.

Essere rivoluzionari oggi significa manifestare il nostro dissenso con la finalità di far invertire la rotta verso l’autodistruzione. Ecco quanto ci può insegnare questo triste momento, a non abbandonare mai la lotta per la salvaguardia del bene comune, per il legittimo desiderio di poter vivere e far vivere le generazioni future in un mondo giusto senza separazione fra l’Uomo e la Natura. Un mondo che comprenda anche il valore della fratellanza e della solidarietà perché, come ci ricorda Papa Francesco, “..ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia provoca danni ambientali”[3]

Anche per questo invitiamo tutti a sottoscrivere l’iniziativa promossa da Comitato Marcia Stop Pesticidi, Gruppo Mamme di Revine Lago e Gruppo Stop Pesticidi di Tarzo contro la contaminazione da pesticidi dei Laghi di Revine Lago e Tarzo e per la creazione del Parco Naturale dei Laghi della Vallata, firmando l’appello su www.marciastoppesticidi.it.

Tutto deve cambiare!

 

Nota: nella foto una vigna in località Combai (TV), gestita da un produttore di retecontadina, rappresenta un esempio "virtuoso" del rapporto uomo-ambiente.

Per approfondire:

  • Papa Francesco, Laudato Sì - Enciclica sulla cura della casa comune, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2015
  • Maurizio Lazzarato, Il capitalismo odia tutti – Fascismo o rivoluzione, DeriveApprodi, Roma, 2019

[1] Papa Francesco – Laudato Sì

[2] Maurizio Lazzarato – Il capitalismo odia tutti

[3] Papa Francesco – Laudato Sì

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