L’azienda agricola L’Orto di Matteo di Matteo Vanzella si trova a Cappella Maggiore (TV), in via Borgo Gava 89. Matteo, classe 1989, un diploma di perito agrario ed una precedente esperienza lavorativa come operaio nel settore alimentare, nell’anno 2016 ha scelto di tornare a lavorare in campagna e proseguire una tradizione familiare preesistente curata dal nonno con la coltura della vite e seminativo, sostituendo quest’ultimo con quella degli ortaggi, che produce coltivandoli in campo e in serra. Attualmente la sua azienda è di circa quattro ettari.

Per trattare le piante e la terra in modo non invasivo Matteo segue le regole dell’agricoltura biologica, senza uso di prodotti chimici. La base dei trattamenti antiparassitari è con rame e zolfo, i concimi sono naturali di origine organica. Per difendere la fertilità del suolo utilizza le tecniche della rotazione e del sovescio. Un lavoro impegnativo, seguito personalmente in tutte le fasi - dalla semina alla raccolta - con ottimi risultati in termini di bontà e salubrità dei prodotti.

La motivazione che guida Matteo è quella di perseguire un’agricoltura contadina che sappia coniugare qualità, sostenibilità economica e ambientale e che curi il dialogo produttore - consumatore anche attraverso i social. L’azienda agricola, per scelta, non è certificata biologica.

Come mi racconta, ogni stagione ha la sua ricchezza e particolarità di verdure, in primavera fra le primizie che possiamo acquistare da L’Orto di Matteo, ci sono anche gli asparagi bianchi e verdi ed i carciofi. Uno stile alimentare corretto privilegia la volontà di seguire il ciclo delle stagioni ed una dieta ricca di cibi vegetali.

Nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 e il sabato dalle ore 9.30 alle 12.00 è aperto il punto vendita aziendale in via Borgo Gava. Il sabato pomeriggio le verdure de L’Orto di Matteo si possono acquistare anche al mercato agricolo locale “La Mattarella”. A disposizione dei clienti anche Il servizio di consegna a domicilio.

L’acquisto diretto presenta molteplici vantaggi, permette di creare un rapporto personale tra produttore e consumatore e valorizza le aziende del territorio che coltivano i loro prodotti agricoli senza l’uso di prodotti chimici di sintesi. La filiera a chilometro zero ci offre l’opportunità di acquistare prodotti freschi, stagionali, raccolti quando hanno raggiunto il giusto punto di maturazione e che non hanno viaggiato per centinaia o addirittura migliaia di chilometri prima di arrivare sulla nostra tavola. Sono alimenti che generalmente hanno un gusto più autentico e sono ricchi di nutrienti per la nostra salute.

La celebre citazione, “Cibo Buono, Pulito e Giusto”, coniata dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini, dovrebbe essere una linea guida da seguire per fare una spesa consapevole e lungimirante perché le scelte alimentari che facciamo influenzano l’ambiente e conseguentemente la nostra salute.

”E tale consapevolezza apre nelle città e nei paesi un nuovo fronte di lotta accanto a quello dei contadini, perché i consumatori diventano “coproduttori”, contribuiscono con le loro scelte quotidiane a rafforzare una forma di agricoltura anziché un’altra.” (Piero Bevilacqua - Un’agricoltura per il futuro della Terra)

Come afferma Matteo, fare il contadino è un mestiere impegnativo che non può improvvisare.

Abbiamo chiesto a Matteo un suggerimento ai giovani che intendono avvicinarsi al lavoro agricolo. Il suo consiglio, che deriva dalla sua esperienza diretta, è che per avviare un’azienda ci vogliono innanzitutto dedizione, energia, pazienza e - fattore non secondario - poter contare su almeno due ettari di terreno, perché il lavoro possa essere economicamente sostenibile e remunerativo.

Anche la storia dell’azienda agricola L’Orto di Matteo, una delle aziende che appartengono a Retecontadina, ci aiuta a riflettere sui limiti di una agricoltura industrializzata che è scollegata dalla natura.

Passare ad una agricoltura che preserva la fertilità della terra e possibile, come afferma Serena Milano, Direttrice di Slow Food Italia,

“Un’agricoltura diversa è possibile. Lo dimostrano i dati di crescita dell’agricoltura biologica, di cui l’Italia è tra i leader mondiali. La superficie agricola coltivata senza l’uso della chimica di sintesi nel 2021 ha raggiunto il 17% e punta a raggiungere il 25% nel 2027. Bisogna sostenere le aziende affinché possano modificare il modello produttivo, passando dalle monocolture a pratiche agroecologiche, con più biodiversità, rotazioni, uso equilibrato dell’acqua.”

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Giovanni Damian ©2024

 

 

Bibliografia:

  • Piero Bevilacqua, Un’agricoltura per il futuro della terra – Il sistema di produzione del cibo come paradigma di una nuova era, Slow Food Editore, Bra (CN), 2022

 

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