Da giugno a dicembre 2025, la Francia ha dovuto affrontare una diffusione significativa della Dermatite Nodulare Contagiosa (LSD), una malattia virale altamente contagiosa che colpisce i bovini. I focolai confermati sono stati 113, distribuiti tra diverse regioni: dalle Alpi con Savoia e Alta Savoia, fino ai Pirenei Orientali e all’Ariège. Questa diffusione ha spinto il governo a introdurre misure sanitarie rigorose, tra cui abbattimenti mirati, vaccinazioni di massa e stretta regolamentazione dei movimenti dei bovini.

Il cuore della strategia francese si basa sul rilevamento precoce dei focolai. Gli allevatori hanno un ruolo cruciale: devono monitorare attentamente lo stato di salute degli animali e segnalare tempestivamente al veterinario eventuali sintomi sospetti, come febbre, secrezioni o noduli cutanei. In risposta, le autorità istituiscono zone regolamentate attorno ai focolai, con livelli di restrizione crescenti. Nelle “zone di protezione”, entro 20 km dal focolaio, la movimentazione dei bovini è severamente limitata e la biosicurezza intensificata; nelle “zone di sorveglianza”, entro 50 km, si applicano misure preventive più ampie, come controlli veterinari rafforzati e disinfestazione.

Gli abbattimenti obbligatori nelle aziende colpite rappresentano una delle misure più controverse. Pur essendo considerate necessarie per fermare la diffusione della DNC, hanno scatenato forti tensioni tra gli allevatori, che denunciano il peso economico e psicologico di dover sacrificare animali spesso sani. Parallelamente, la vaccinazione di tutti i bovini nelle zone regolamentate viene effettuata a spese dello Stato, con l’obiettivo di creare una barriera immunitaria e facilitare successivi spostamenti sicuri degli animali.

In Francia sono state identificate sei principali zone regolamentate, alcune delle quali già convertite in zone vaccinali, consentendo agli allevatori di spostare i bovini verso aree indenni, rispettando protocolli rigorosi e certificazioni veterinarie. La Corsica, pur non essendo formalmente soggetta a restrizioni, ha avviato una campagna preventiva in risposta al rischio proveniente dalla vicina Sardegna. Per quanto riguarda l’esportazione verso l’estero, dall’8 dicembre 2025 Italia e Svizzera hanno autorizzato l’ingresso di bovini vaccinati e sottoposti a test clinici e PCR, mentre le trattative proseguono con altri partner europei.

Il contrasto tra misure sanitarie e preoccupazioni degli allevatori si è tradotto in manifestazioni e proteste diffuse, soprattutto nel Sud-Ovest del Paese. Trattori che bloccano autostrade, strade provinciali chiuse e spargimento di letame davanti a prefetture e uffici pubblici sono diventati il simbolo di un malcontento diffuso. Gli allevatori chiedono soluzioni meno traumatiche e strategie più sostenibili, denunciando che l’abbattimento totale, pur efficace per fermare la malattia, colpisce indiscriminatamente aziende e animali.

I sindacati agricoli hanno assunto ruoli differenti nel dibattito. La Confédération Paysanne e la Coordination Rurale si sono opposte apertamente alla politica di abbattimento, chiedendo un maggior ricorso alla vaccinazione preventiva e a misure mirate che evitino lo sterminio indiscriminato del bestiame. La FNSEA, invece, ha ribadito il supporto alla strategia governativa, sottolineando la necessità di contenere l’epidemia e di proteggere la salute animale a livello nazionale. Accanto ai sindacati, piccoli collettivi e allevatori indipendenti hanno preso parte attiva alle manifestazioni, aumentando la pressione sulle autorità.

La situazione attuale riflette il delicato equilibrio tra urgenza sanitaria e pressione sociale: da un lato, la combinazione di abbattimenti e vaccinazioni si è dimostrata efficace nel contenere la DNC; dall’altro, mette in evidenza le difficoltà economiche e psicologiche degli allevatori, costretti a sacrifici pesanti per garantire la sicurezza della mandria nazionale.

Le autorità francesi continuano a monitorare i focolai, proseguire la campagna vaccinale e negoziare con i partner europei per riaprire gradualmente le esportazioni verso i Paesi vicini.

Questa crisi mette in luce come la gestione delle epidemie animali richieda strategie sanitarie rigorose, ma anche un dialogo costante con chi lavora ogni giorno a contatto con gli animali, per bilanciare sicurezza, benessere animale e sostenibilità economica.

Per approfondire le misure ufficiali e conoscere i comuni coinvolti, il Ministero dell’Agricoltura francese ha messo a disposizione il dossier completo: FAQ DNC e zone regolamentate.
(fonte: Ruminantia.it)