I vini naturali fra territorio, singolarità e degustazione
Professore ordinario all’Università degli studi di Siena, filosofo ed esperto di scienze sociali, Davide Sparti aveva già esplorato tematiche apparentemente lontane dalla sua formazione e legate piuttosto a esperienze sensoriali, intime – dal jazz al tango. Il gusto esteso. I vini naturali tra territorio, singolarità e degustazione (DeriveApprodi, pp. 162, euro 15) intende il vino soprattutto alla stregua di una pratica discorsiva, di un prodotto culturale.
Perché si assaggia vino? Per riconoscerne il profilo sensoriale e compilare schede di valutazione organolettica? Invece della descrizione corretta del vino, perché non creare uno spazio più consono a parlarne? Il gusto esteso racconta come il vino naturale, esito espressivo di processi spontanei, inviti a rivedere – a estendere – la grammatica degustativa e la maniera in cui ci si rapporta al vino. Pur prendendo le mosse da una ricerca etnografica su un dominio puntuale come quello del vino naturale, questo libro si smarca dal mondo compilativo delle guide offrendo una riflessione ad ampio raggio sulla questione del gusto, nei suoi risvolti non solo filosofici ma pure sociopolitici, e si confronta criticamente con aspetti oggi al centro del dibattito culturale quali lo sfruttamento compulsivo di territori o l’ambigua collocazione del gusto nel mondo edonistico dei consumi.

