Retecontadina è un movimento per la Comunità Alimentare Locale.
Lavoriamo per promuovere e sostenere la produzione alimentare locale e la transizione verso un'agricoltura senza pesticidi di sintesi e OGM.
Lavoriamo per lo sviluppo delle Comunità fondate sulla alleanza tra tutti i soggetti della filiera (Contadini, Produttori, Tecnici, Fornitori, Cittadini, Famiglie, Gas, Mense e Ristoratori ) che agiscono e cooperano per difendere e sostenere la produzione alimentare locale, per una Alimentazione sana e per la Sovranità Alimentare.
Tutti gli scambi commerciali sono effettuati direttamente dai produttori in completa autonomia.
Retecontadina è una rete territoriale formata da PRODUTTORI ( piccole aziende contadine, sia certificate BIO o che praticano una agricoltura senza pesticidi di sintesi ) che vendono le loro produzioni direttamente; e GRUPPI ( Gruppi di supporto e Gruppi di Acquisto Solidale).
Possono aderire a Retecontadina i produttori contadini che non utilizzano pesticidi e ogm e distribuiscono direttamente la loro produzione; i Gruppi GAS e i gruppi di supporto;  le aziende locali che producono strumenti e beni per l'agricoltura contadina e per l'orto domestico ( sementi, piante, fertilizzante organico ecc)

Come aderire

IL MANIFESTO

Il pensare globalmente nasce dalla consapevolezza che l’agricoltura ha una responsabilità enorme sulla conservazione dell’ambiente in cui viviamo e sulla salute del nostro pianeta, oltre che, sulla qualità del cibo che mangiamo. I punti fondamentali da porre al centro della ricerca e del dibattito sono:

Per una agricoltura senza pesticidi di sintesi e Organismi Geneticamente Modificati
Lavoriamo per promuovere e sostenere la produzione alimentare locale e le aziende che non utilizzano pesticidi di sintesi e OGM. Sosteniamo la transizione verso il bando totale dei pesticidi di sintesi.

Fermare il riscaldamento globale
Uno tra i principali responsabili (e principale vittima) del cambiamento climatico è il sistema agro-alimentare. L’agricoltura globale contribuisce al cambiamento climatico con il 35% delle emissioni di gas serra (WWF).
L’agricoltura ha impatti fortissimi sulla salute di suolo e acqua. Vengono rilevati pesticidi (agro-farmaci) nel 67% delle acque superficiali e nel 33,5% di quelle sotterranee (ISPRA). In alcune Regioni, tra le quali il Veneto, la presenza dei pesticidi è molto più diffusa arrivando ad interessare oltre il 90% delle acque superficiali (ISPRA). L’inquinamento delle acque è strettamente correlato all’inquinamento dei suoli che versano oggi in condizioni molto gravi a causa della fortissima perdita di sostanza organica per pratiche agronomiche scellerate, a cui si cerca di far fronte con concimazioni chimiche che rendono ancor più grave il problema.

Salvare la fertilità del suolo
La pratica di un’agricoltura che miri alla cura della fertilità organica del terreno per mezzo di pratiche agronomiche biologiche, conservative o rigeneratrici, fornisce l’alternativa per la produzione di un cibo buono, sano e che non impatti negativamente sull’ambiente.

Difendere il valore della piccola azienda agricola
Ancora oggi il 97% delle “aziende agricole” nel mondo sono di dimensioni inferiori ai 2 ha.
Secondo i dati FAO il 70% del cibo consumato nel mondo proviene da aziende agricole di piccole dimensioni (<2ha).
L’agricoltura contadina, che produce il 70% del cibo a livello mondiale, consuma però solo il 30% dell’acqua e solo il 20% dell’energia fossile impiegate globalmente in agricoltura.
Il confronto tra il modello di agricoltura contadina di piccola scala con legame diretto con gli utilizzatori nel mercato locale e l’agricoltura industriale di grande scala, fa percepire immediatamente l’importanza dell’agricoltura contadina nell’assicurare la produzione di cibo per le generazioni a venire e la sostenibilità di questo modello produttivo (in termini di uso di acqua e energie fossili) rispetto all’agricoltura industriale.
Il rapporto diretto e locale tra produttori ed utilizzatori del cibo vuole ridurre quella fetta di impatto ambientale imputabile alle fasi logistiche di accentramento e distribuzione del cibo su scala nazionale o internazionale.

Combattere lo spreco di cibo
Un terzo del cibo prodotto sul pianeta, viene sprecato senza neanche arrivare a tavola.
In Europa si sprecano circa 180 kg di cibo pro-capite all’anno, che in Italia rappresentano una perdita di circa 450 euro l’anno a famiglia.
Lo spreco alimentare è responsabile dell’8% delle emissioni di gas serra globali, per non parlare di tutti i pesticidi, l’energia fossile e l’acqua che vengono sprecati nel produrre qualcosa che viene poi gettato via.
La fase della filiera agroalimentare nella quale si concentrano la maggior parte degli sprechi è quella dell’ambito domestico, con il 79% dello spreco totale.

Pensare un nuovo modello di pianificazione
La pianificazione delle produzioni sulla base dei consumi ed il reciproco impegno tra produttori ed utilizzatori di cibo, va anche nella direzione di evitare gli sprechi di cibo, di energia e di acqua e quindi nella direzione di ridurre inutili impatti sull’ambiente.

Sviluppare la Comunità alimentare locale
Lavoriamo per lo sviluppo della Comunità Alimentare Locale, la comunità fondata sulla alleanza tra tutti i soggetti della filiera (Contadini, Produttori, Cittadini, Famiglie, Gas, Mense e Ristoratori ) che agiscono e cooperano per difendere e sostenere la produzione alimentare locale, per una Alimentazione sana e per la Sovranità Alimentare, privilegando la Vendita Diretta effettuata direttamente dai produttori in completa autonomia.

( votato il 19/07/20 - Assemblea del Consiglio dei produttori e dei Gas)

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