Dialogo con la boschera, un vitigno autoctono che resiste alla globalizzazione.

 

L’Azienda Agricola biologica di Winkler Alessandro è situata nella fascia collinare orientale della Marca Trevigiana, tra Cappella Maggiore e Fregona, una zona molto panoramica e particolarmente vocata per la coltivazione della vite alle pendici meridionali del Bosco del Cansiglio.

Nei vigneti sono presenti due varietà internazionali, pinot nero e chardonnay, e le varietà autoctone a bacca bianca glera, verdiso e boschera, una varietà “antica” che Alessandro Winkler ha voluto recuperare e valorizzare vinificando in purezza.

Si tratta di un progetto che ha condiviso con alcuni amici con l’obiettivo di far risaltare le particolarità di questo vitigno poco conosciuto, dal quale si ricava un prodotto molto interessante, capace di esprimere vini con profumi schietti e leggermente aromatici, di spiccata freschezza e piacevole sapidità minerale, con una buona armonia strutturale.

Una produzione limitata, di appena 4.000 bottiglie, che è raro poter trovare vinificata come monovitigno. Storicamente le usanze viticole della zona ne prevedevano l’utilizzo in assemblaggio con verdiso e glera, per la produzione del Torchiato di Fregona[1], un vino passito dal forte carattere identitario, prodotto come da disciplinare con le uve coltivate nei comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore.

La boschera è presente da secoli nella zona settentrionale della provincia di Treviso, come risulta anche dall’Ampelografia Generale della provincia di Treviso del 1870, ed in particolare nelle colline del comprensorio di Vittorio Veneto. Un’ipotesi sull’attribuzione del nome sembra legata alla zona di coltivazione; storicamente il vitigno si coltivava nelle vigne poste più in alto, a ridosso dei boschi, per questo motivo avrebbe preso il nome “Boschera”.

Alessandro afferma che in realtà non si conosce quando sia giunta nel nostro territorio; pare che un biotipo simile si trovi in Sicilia.

Il vitigno, che predilige i terreni collinari ed ha germogliazione e maturazione tardiva, produce un’uva con una buccia molto spessa e consistente, particolarmente adatta all’appassimento, di colore verde giallastro con macchioline marroni.

Con l’avvio dell’industrializzazione dell’agricoltura queste varietà minori conosciute localmente, sono state abbandonate a favore di cultivar internazionali o di cloni ritenuti più produttivi. Fortunatamente nell’ultimo periodo è emersa la volontà di difesa e recupero di queste varietà, una riconquista della ricchezza ampelografica e della diversità dei territori viticoli.

La filosofia produttiva dell’azienda agricola di Alessandro è rivolta ad un’agricoltura “viva”, che metta in risalto la ricchezza del territorio e la tipicità delle tradizioni viticole dell’Alta Marca.

In campagna la coltivazione segue le regole dell’agricoltura biologica certificata, con la consapevolezza che è necessario mantenere e conservare la vitalità del suolo, pertanto sono escluse le sostanze chimiche di sintesi che depauperano la materia organica presente nella terra ed allo stesso tempo indeboliscono le piante.

In cantina la vinificazione delle uve, che provengono da vendemmia manuale, è svolta con metodologie non invasive senza l’impiego di procedure chimiche o fisiche, chiarificazioni e filtrazioni. La fermentazione è spontanea con i soli lieviti indigeni e l’impiego di solfiti è estremamente ridotto. L’analisi multiresiduale ha infatti dimostrato l’assenza di tracce di prodotti fitosanitari nel vino prodotto.

I vini Boschera Colli Trevigiani IGT Frizzante e Rosato Colli Trevigiani IGT Frizzante – quest’ultimo prodotto da uve pinot nero - vengono vinificati in purezza con la tecnica tradizionale della rifermentazione in bottiglia sui propri lieviti, chiamati vini colfondo o sur lie (sui lieviti), sono espressivi, genuini, digeribili, autentici e di buona bevibilità; vini che sanno interpretare il loro territorio di origine e le caratteristiche di ogni singola annata.

A breve andranno ad arricchire la produzione due nuove etichette, un Pinot Nero con affinamento in barrique di terzo passaggio ed un Torchiato di Fregona.

Oltre ad avere ottime qualità organolettiche sono realizzati con un comportamento etico nell’intero processo di produzione, dalla terra al bicchiere “frutto dell’intreccio attivo tra cielo, terra, piedi, mani ed azioni, un processo che nasce da lontano, anzi, si sviluppa da sempre”[2].

Questi sono i vini che ci piace bere!!!

Come scrive Sandro Sangiorgi nel libro Gli Ignoranti di Étienne Davodeau, ”La persona che vuole un vino piacevole e sano deve cercare persone nelle bottiglie, altrimenti si ritrova solo aziende d’imbottigliamento”[3].

Alessandro oltre ad essere vignaiolo è un medico dentista. Sostiene che questo progetto nasce dal desiderio di una vita all’aria aperta praticando un’agricoltura sostenibile che mantenga la biodiversità del luogo. Una passione che si fonda anche sull’interesse che ha avuto sin da piccolo per la Biologia “la scienza che studia la vita”.

Tra i filari della tenuta si erge maestosa una quercia, albero caro a Giove e simbolo dell’albero della vita, che ricorda il nostro legame con il mondo vegetale; vivere in armonia con la natura è un impegno globale da rispettare se vogliamo mantenere sana questa relazione.

La storia di Alessandro è un invito a scoprire le piccole realtà del panorama viticolo italiano e le produzioni di qualità che rappresentano un modo nuovo di pensare il vino. Non unicamente un piacere edonistico ma un prodotto originale, in grado di farci apprezzare il fascino della sua diversità e una vinificazione vicina alla natura.

 

Antonella Pianca

 

Ecco le note di degustazione dei vini di Alessandro Winkler:

Boschera Winkler 2018 - Colli Trevigiani IGT - Vino Bianco Frizzante – Boschera 100% - alc. 10,5% vol.

Giallo paglierino con fini bollicine. All’olfatto si esprime con profumi floreali di fiori bianchi, in successione: sentori fruttati di mela, pesca e ribes bianco, note vegetali di camomilla ed erbette di campo e la fragranza del lievito. Fresco con una decisa sapidità ed un finale leggermente ammandorlato.

Rosato Winkler 2018 - Colli Trevigiani IGT - Vino Rosato Frizzante - Pinot Nero 100% - alc. 12% vol.

Luminoso rosa tenute con profumi floreali di viola, di rosa e di piccola frutta rossa. Al palato è fresco, contrassegnato da una sapidità finale e ricordi di more, ribes e fragoline di bosco.

 

Fotografie di Antonella Pianca e Giovanni Damian ©2017-2018-2019

 

 

Per approfondire:

  • VV., Vecchi vitigni del Veneto – Bacca bianca e bacca nera, Azienda Regionale Veneto Agricoltura, Legnaro (PD), 2003
  • Étienne Davodeau, Gli Ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione, Porthos Edizioni srl, Roma (RM), 2014
  • Fabio Giavedoni, Maurizio Gily (cur.), Guida ai vitigni d’Italia, Slow Food Editore srl, Bra (CN), 2011
  • Nicola Perullo, Epistenologia – Il vino e la creatività del tatto, MIM Edizioni srl, Sesto san Giovanni (MI), 2016
  • Mauro Zardetto (cur.), Torchiato di Fregona DOC – A tavola con i riflessi ambrati della memoria, Consorzio Torchiato di Fregona – Fregona (TV), Terra ferma – Crocetta del Montello (TV), 2010

 

Note:

[1] Il torchiato di Fregona è un vino inserito nel disciplinare di produzione “Colli di Conegliano Docg” D.M.14.09.2011 - pubblicato nella G.U. 04.10.2011.

[2] Nicola Perullo, Epistenologia – Il vino e la creatività del tatto

[3] Étienne Davodeau, Gli Ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione

 

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